Malattia della prostata. Rischio di diabete e di malattia cardiovascolare durante la .... Progetto diabete - prevenzione primaria della malattia ....[pdf] “i tassi di morte dipendenti dalla stessa malattia potevano .... |
Parkinson.it - il sito italiano sulla malattia di parkinsonMalattia della prostata. una unità di diagnosi e cura per le malattie della prostata é costituito dall'urologo insieme ad altri medici specialisti ( quali radiologi e anatomopatologi) dai biologi dei laboratori di analisi, dagli infermieri specializzati, dai tecnici di ecografia ed infine dal personale organizzativo. 7 Quale ruolo ho io in quanto paziente? Il paziente deve sapere che quando si rivolge ad una unità specializzata nella diagnostica e nella terapia delle patologie prostatiche si rivolge non solo all'urologo, ma, indirettamente, a tutti i suoi collaboratori; infatti lo specialista é abituato a lavorare e a studiare con loro ogni singolo caso. Il paziente stesso deve sentirsi coinvolto in questo gruppo che si prende cura del suo problema, non come oggetto passivo che "ingoia" pillole o a cui viene "asportato" qualche "pezzo", ma come un soggetto attivo con il suo pieno e particolare ruolo nei ragionamenti e nelle decisioni diagnostiche e terapeutiche che lo riguardano. Ritorno all'indice LE PROSTATITI 8 Che cosa é la prostatite ? La prostatite é una infiammazione della prostata, può essere di diverso tipo e origine. 9 Quali tipi di prostatite esistono ? La prostatite può essere: - acuta; con febbre elevata, dolore perineale, urinazioni frequenti, dolorose e difficili. - cronica; con sintomi che possono essere scarsi o poco significativi; i disturbi possono essere persistenti o ricorrenti e di vario tipo: doloretti diffusi all`uretra, difficoltà urinarie, senso di peso perineale, fastidi ai testicoli etc. Esistono anche situazioni intermedie tra quelle acute e quelle croniche. 10 Che cos![]() |
La malattia tromboembolicaI indipendenti dei cromosomi I q24-25 (gene HPC-l) e Xq27-28 (gene HPC-2). Fattori dietetici: L’aumento dei grassi nella dieta sembra comportare un incremento dell’incidenza di carcinoma prostatico. Patologia e storia naturale La prostata è stata suddivisa da MCNe et al. in quattro zone: a) zona di transizione: costituisce il 5% della ghiandola e circonda l’uretra; b) zona centrale: rappresenta circa il 2% della ghiandola ed è posta sotto il tratto prossimale dell’uretra; c) zona periferica: comprende il 70-75% della ghiandola e circonda la zona centrale estendendosi fino all’apice della ghiandola; d) stroma fibromuscolare: posto anteriormente. Il carcinoma della prostata origina in circa l’80% dei casi dalla zona periferica o caudale della ghiandola, in circa il 20% dalla zona centrale ed il resto dalla zona di transizione. Inizialmente la neoplasia si sviluppa all’interno della ghiandola, mentre le diffusioni per contiguità, linfatica ed ematica sono più tardive. La capsula della ghiandola rappresenta una barriera alla diffusine del tumore ma presenta due punti di debolezza e quindi facilmente infiltrabili a livello della zona dell’apice e dove i dotti eiaculatori penetrano all’interno della ghiandola. Anche il resto della ghiandola può per altro essere infiltrata ed il tumore può diffondere ai tessuti periprostatici, alle vescichette seminali, al collo vescicole, agli ureteri ed all’uretra. L’interessamento del retto, nonostante la stretta vicinanza anatomica, è più tardivo per la presenza dell’aponeurosi di Denonviller. La diffusione linfatica avviene prima a livello de |
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